L'OMINO E LA DONNINA DI NEVE

Natale si avvicinava: la neve quell'anno era caduta in abbondanza, ed il lago che d'estate appariva come un tondo occhio azzurro rivolto verso il cielo, era diventato un tondo tappeto immacolato.
I due villaggi sulle sponde opposte erano quasi spariti nella neve perché i tetti, come grandi cappelli bianchi, nascondevano le case.
In uno di essi i bambini avevano fatto un bellissimo Omino di neve. Nell'altro le bambine avevano fatto una bellissima Donnina.
Si narrava infatti che a Natale, quando batteva l'ultimo rintocco di mezzanotte, l'Omino e la Donnina diventassero vivi e giocassero insieme, andando a curiosare nelle finestre delle case dove dormivano i bambini e mangiando i dolci che avevano preparato per loro sul davanzale.
L'Omino era bello, grasso e fiero del suo cilindro e della sua scopa..Aveva occhi di carbone, molto penetranti, un naso rosso carota e denti fitti.
La Donnina non era da meno: in testa un gran fazzoletto rosso con toppe a fiorellini e un grembiulone che sottolineava le sue forme opulente.
Entrambi aspettavano felici la notte di Natale, ansiosi d'incontrarsi e finalmente venne il grande momento.
Un campanile suonò il primo rintocco. Ovattato dalla distanza e dalla neve, rispose il primo rintocco dell'altro campanile al di là del lago.
L'Omino e la Donnina contarono puntigliosamente fino a dodici, poi cominciarono a sgranchirsi le gambe per andare uno incontro all'altra.
Si misero in cammino: il percorso non era lungo perché il lago non era grande ed anche se la loro mole non permetteva un'andatura scattante, calmi calmi, arrivarono comunque alla parte opposta del lago.
L'Omino si guardò intorno e... non vide nessuno ad aspettarlo.
La Donnina si guardò intorno e... non trovò l'Omino.
Entrambi continuarono a scrutare nelle vicinanze perplessi.
L'Omino pensò un poco e decise che la Donnina doveva aver compiuto il percorso lungo l'altra sponda. La Donnina fece altrettanto.
" L'aspetterò qui senza muovermi" pensò l'Omino e lo stesso fece la Donnina.
Aspetta, aspetta il tempo passava e non succedeva nulla.
Sapevano di avere soltanto quella notte per incontrarsi e stare insieme. Sapevano che l'incantesimo sarebbe cessato alla prima luce dell'alba.
Dopo molta attesa, l'Omino decise di tornare sui suoi passi dalla parte opposta di quella per la quale era venuto e la Donnina fece altrettanto.
Arrivarono così al punto di partenza e di nuovo si trovarono soli.
A questo punto, se avessero avuto un cuore, avrebbe cominciato a battere in fretta. Invece si rimisero in cammino con il loro passo goffo e ricominciarono a cercarsi.
Le ore della notte passavano, ma finalmente la fortuna li aiutò e s'incontrarono.
L'Omino disse: " Come sei bella!". La Donnina disse: " Come sei bello!".
Già la notte cominciava ad essere meno scura.. I due si affrettarono a sbirciare nelle finestre delle case e riempirsi la pancia di biscottini e dolcetti, poi quando la prima luce dell'alba apparve si voltarno l'uno verso l'altra, appena in tempo per dirsi: "Buon Natale" prima di tornare magicamente due pupazzi di neve inanimati..
Al mattino i bambini si precipitarono sul luogo in cui avevano fatto l'Omino e lo stesso fecero le bambine.. Ma non li trovarono.
"Com'è possibile?!" si chiesero "Andiamo a cercarli!" ed entrambi i gruppetti s'incamminarono lungo la riva del fiume..
Camminarono per un bel pò, ma ad un certo punto si fermarono, le bocche spalancate per la meraviglia.
L'Omino e la Donnina erano proprio lì davanti ai loro occhi, nel bel mezzo del sentiero che univa i due villaggi: abbracciati e sorridenti auguravano silenziosamente tanta gioia e serenità a tutti coloro che li guardavano..